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DF0Y3K William Shakespeare, 1564 - 1616, an English playwright, poet and actor
Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni (William Shakespeare).

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L’inconscio è quella dimensione psichica contenente pensieri, emozioni, istinti, rappresentazioni, modelli comportamentali, spesso alla base dell’agire umano, ma di cui la persona non è consapevole. Al di sotto della soglia c’è un universo di accadimenti di cui noi non ci accorgiamo e ritenere di essere persone “razionali”, credendo erroneamente che con la “ragione” si possa dominare tutto, è una pretesa che fa sorridere. Sono retaggi che ci portiamo addosso da secoli senza realmente capirne il significato. La “ragione” dovrebbe voler essere lo strumento mediante il quale si indaga Sé stessi per comprenderne inclinazioni, aspirazioni, per farne punti di forza, e limiti, paure, disagi per poi ovviamente travalicarle. Se l’essere umano trascorresse la vita ad affinarsi, sicuramente non l’avrebbe scorsa invano, diventando come un buon vino, il cui sapore si arrotonda con l’invecchiamento, anche l’uomo, migliorandosi, smussa le parti spigolose di Sé per ottenere un “tutto tondo”, un sapore unico. Il suo.

Ma come è possibile interagire con una struttura psichica di cui non solo non conosciamo le chiavi d’accesso, ma nemmeno la forma? È un viaggio di scoperta. Come Vespucci e Colombo che salparono per poi scoprire le americhe. E non nego che questa predisposizione innata si trova in alcuni, mentre altri ne sono totalmente sprovvisti. È come se vivessero (questi ultimi) privi della spinta necessaria ad essere completi in Sé e cercassero quindi conforto di questa privazione nell’altro. È terribile scrivere queste frasi e vedersi passare davanti Aldo, Giovanni e Giacomo.

Comunque sia, come chiavi d’accesso, possiamo certamente utilizzare la meditazione. È la prima e più importante, poiché, con l’apprendimento e la pratica, porta la mente ad abbassare la frequenza di esercizio, lasciando lentamente fuori i pensieri inutili, propri dell’intorbidamento del continuo pensare a vuoto per indirizzarli invece verso la stasi, la quiete e da lì, l’emergere del pensiero del cuore fa si che l’essere umano possa entrare in una dimensione “altra” dove trova realmente le proprie necessità reali, non più sospinte e sostenute dai pensieri cosiddetti razionali di cui, invero, non ce ne facciamo una beata cippa. Sono solo un bla bla bla.

Ma quanti conflitti, quante menate, quante strutture rigide emergono nella mente che cerca di rilassarsi, di riportare l’attenzione al cuore? Solo chi ha esperienza diretta, sa di cosa parlo. Attraversare questo mare con la meditazione può non essere facile. Allora la Dermoriflessologia® può diventare un valido strumento di supporto per chi volesse entrare in relazione con la propria parte inconscia.

ATTENZIONE! Ci troverai la soluzione ai tuoi problemi per cui NON continuare in caso tu preferisca continuare a lamentarti bellamente di come “la vita fa schifo”, “capitano tutti a me”, “li trovo tutti io”, “Mannaggia la pupazza che sfiga!” e “piove, governo ladro”.

Se invece prosegui nella lettura facilmente capirai che la stimolazione cutanea con la Dermoriflessologia® è come aprire la porta dell’inconscio. Qualsiasi placca cutanea andrai a stimolare, ti metterà in relazione con uno o più aspetti di te, poiché la pelle è parte integrante del sistema nervoso, conduce e riceve gli stimoli direttamente dall’inconscio e parla lo stesso linguaggio.

Ma qual è questo linguaggio? I sogni, ovvio!

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L’inconscio ci comunica coi sogni frammenti di verità sepolte (Franco Battiato).

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L’inconscio ci parla per simboli archetipici, utilizza quindi immagini presenti nel pensiero archetipo di ognuno di noi per farci comprendere aspetti di noi che non comprendiamo e che probabilmente entrano in conflitto con ciò che crediamo, pensiamo, mettiamo in atto, coscientemente. Quale veicolo quindi meglio dei sogni per trasmetterci queste conoscenze? Durante il sonno, la mente cosciente è spenta e le frequenze cerebrali si abbassano quindi notevolmente (da 15-30 Hz a 0,5-4 Hz). Questo permette all’inconscio un più ampio spazio d’azione ed è qui che le immagini archetipiche si manifestano. La dermoriflessologia® con la sua azione, convoglia l’attenzione della persona, e quindi del suo inconscio, verso un tema specifico che sarà quindi l’oggetto dei sogni nelle notti seguenti il trattamento. Sogni evolutivi, mirati a far comprendere, ad oggettivare un conflitto in modo che la persona possa naturalmente cambiare il proprio punto di vista ricalibrando l’agire nel mondo attraverso gli occhi più ampi dell’inconscio e non solo attraverso quelli stretti e socchiusi della mente pensante.

Come detto più volte in questo blog, le possibilità sono molte: è possibile rielaborare il rapporto con la madre e il padre, con i sentimenti, con aspetti e traumi specifici attraverso le placche dell’età. La nostra attenzione oggi verte invece su una placca specifica che ci permetterà di creare una proficua relazione con l’inconscio stesso, proprio grazie alla maggiore capacità di ascolto che avremo maturato nei suoi confronti attraverso la stimolazione.

Stimolazione che, come sempre, potrà essere effettuata con l’utilizzo di una semplice piccola torcia a led che vada alla ricerca dell’area cutanea definita placca (per i neofiti) dove si trova la connessione con il magico mondo dell’inconscio. Ovviamente l’opera svolta dal dermoriflessologo con tutti i suoi strumenti è di portata più ampia, ma per chi volesse cimentarsi, ecco la placca dell’INCONSCIO.

Placca dell’inconscio.

La Placca che mette profondamente in contatto con l’inconscio è rintracciabile sul lato destro del collo, verso la sua metà, in corrispondenza del bordo anteriore del muscolo sterno-cleido-mastoideo. Il suo diametro misura circa 10 mm. La Placca vibra spontaneamente ed è quindi più facilmente reperibile ogni volta che si lavora con le catene lineari e con le Placche cutanee, in special modo si può ricorrere alla stimolazione mirata della linea assiale del dito medio o della Placca corrispondente, posta sulla prima falange del dito stesso.

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La Placca, e di conseguenza l’inconscio, è particolarmente attiva durante il sonno. Le ripercussioni di repère, che segnalano la corretta individuazione e il caricamento della Placca, sono:

– senso di fastidio o di leggero dolore al piede sinistro,

– sensazione di freddo nell’area posteriore della spalla destra,

– brividi lungo la colonna vertebrale.

Come sempre, dopo aver individuato correttamente la placca, puoi stimolarla con una spirale di rame posizionata in senso di carica, come da foto. Il video che ti spiega come realizzare la spirale di rame, lo trovi QUI.

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Buon contatto con il tuo inconscio.

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